Chi è Hugo Chavez

Alcuni dicono che è un dittatore. Vero o falso, Hugo Rafael Chavez Frias, il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, si appresta ad affrontare le elezioni, e non è scontato che le vinca.

Come molti politici sudamericani, Chavez arriva dai ranghi delle forze armate. Da giovane ufficiale, fu incaricato di combattere l’insurrezione marxista nello Stato di Barinas, il che non gli impedì di diventare di sinistra lui stesso, finendo esiliato in un comando periferico dove simpatizzò con le popolazioni aborigene.

Nel 1992 Chavez promosse un fallito colpo di Stato contro il Governo di destra e fu arrestato, ma la prigionia ne fece un martire politico.

Rilasciato nel 1994, si diede alla carriere politica e venne eletto Presidente nel 1998, alternando una retorica infuocata con politiche conciliative.

Nel 1999, a seguito di un complesso procedimento consultivo, Chavez promulgò una nuova controversa Costituzione, che ha dato al Paese il suo attuale nome ufficiale ma ha anche aumentato i poteri del Presidente.

Riconfermato nel 2000, Chavez ha adottato politiche più scopertamente di sinistra, portando a un nuovo livello i rapporti fra Venezuela e Cuba e nazionalizzando molti settori strategici dell’economia, a partire da quello petrolifero.

Nel 2002, in risposta alle nuove politiche di Chavez esplosero scontri violenti a Caracas, e l’esercito mise agli arresti il Presidente sostituendolo con il grande imprenditore Pedro Francisco Carmona Estanga. Il tentato golpe durò pochi giorni, trascorsi i quali Chavez venne liberato e riassunse le sue funzioni, tornando ai metodi del primo mandato: retorica incendiaria, soprattutto contro gli Stati Uniti, e misure concilianti.

Nel 2004, Chavez è sopravvissuto a un referendum indetto dall’opposizione per revocare il suo mandato presidenziale, un’innovazione introdotta dalla Costituzione del 1999.

Nel 2006 è stato di nuovo riconfermato dai votanti, e ha cominciato a dichiararsi apertamente socialista. Nel 2007 Chavez ha subito, seppure di misura, la sua prima sconfitta elettorale quando un referendum ha respinto le sue proposte di modifica alla Costituzione. Si è rifatto però con un secondo referendum indetto nel 2009 per consentirgli di ricandidarsi per un terzo mandato.

In occasione della primavera araba, ha sostenuto il nuovo corso difendendo però il Governo siriano e quello libico di Gheddafi.

 

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