Il programma di Renzi

Proponiamo una ricognizione del programma di Matteo Renzi, candidato alle primarie del Partito democratico. La nostra fonte è il sito ufficiale di Renzi, www.matteorenzi.it.

Renzi premette che il suo programma è basato sul principio di sussidiarietà, vecchio cavallo di battaglia di Comunione e liberazione (vedi nostro articolo sul movimento cattolico): ulteriore segno della volontà di corteggiare il tradizionale elettorato di destra.

Questi i punti del programma. Abbiamo evidenziato in grassetto corsivo quelli che ci paiono più suscettibili di generare controversie.

1) Superamento del bicameralismo perfetto;

2) riforma elettorale basata sul ripristino delle preferenze per i parlamentari, congegnata in modo da consentire una scelta chiara del Capo del Governo;

3) revisione al ribasso del trattamento economico dei parlamentari e dei consiglieri regionali;

4) abolizione o drastica riduzione del finanziamento pubblico ai partiti;

5) riduzione del numero di enti pubblici;

6) riforma del Patto di stabilità in senso premiale per i Comuni virtuosi;

7) più poteri all’Unione europea in materia di politica economica;

8) elezione diretta di un Presidente dell’Unione europea;

9) attribuzione del potere d’iniziativa legislativa ai parlamentari europei;

10) rafforzamento della politica estera e di difesa comune europea;

11) rafforzare i programmi di mobilità studentesca europea;

12) introdurre il servizio civile europeo su base volontaria;

13) miglior uso del Fondo sociale europeo;

14) dismissione del patrimonio pubblico;

15) istituzione di un nuovo ente per la lotta all’evasione fiscale, fondendo in parte Agenzia delle entrate e Guardia di finanza;

16) devoluzione dei proventi della lotta all’evasione per la diminuzione della pressione fiscale;

17) taglio del dieci per cento dei consumi intermedi della Pubblica amministrazione;

18) taglio del venti-venticinque per cento degli incentivi alle imprese;

19) riallocazione del cinquanta per cento dei fondi europei;

20) taglio agli organici pubblici senza far uso di esuberi;

21) potenziare il sistema degli asili pubblici;

22) più fondi all’istruzione pubblica, rafforzamento del sistema di valutazione e dell’autonomia scolastica;

23) riforma della formazione professionale;

24) rafforzare il sistema di valutazione dell’Università;

25) consentire agli Atenei che varano progetti di eccellenza l’aumento delle tasse universitarie, salvaguardando gli studenti deboli;

26) promuovere il finanziamento degli studi universitari da parte delle banche;

27) incentivi fiscali per gli investimenti privati nella ricerca;

28) istituzione di un Fondo nazionale per la ricerca finanziato con capitale di rischio;

29) incentivi fiscali e contributi per la stipulazione di contratti di lavoro a tempo indeterminato;

30) diminuzione dell’imposizione fiscale sul lavoro dipendente;

31) liberalizzazioni;

32) aiuti alle imprese per l’accesso al credito;

33) assicurare la manutenzione delle opere pubbliche esistenti;

34) concentrare gli sforzi su poche grandi opere;

35) aumentare il ruolo dell’iniziativa privata nello stato sociale;

36) favorire l’incontro fra domanda e offerta nel settore dei servizi alla persona;

37) introduzione del modello scandinavo di mercato del lavoro: contratto unico a tempo indeterminato, licenziamento libero salva la tutela contro le discriminazioni, reddito minimo garantito;

38) razionalizzazione del comparto sanitario;

39) compilazione della dichiarazione dei redditi a carico dell’Agenzia delle entrate, anche per le imprese;

40) integrazione delle banche dati tributarie, INPS, INAIL e delle Camere di commercio;

41) rafforzamento del diritto di accesso agli atti della Pubblica amministrazione;

42) rafforzamento dell’informatizzazione della Pubblica amministrazione;

43) obbligo per la RAI di promuovere la cultura digitale;

44) rafforzamento degli obblighi di risultato dei dirigenti pubblici;

45) semplificazione dei riti e della motivazione delle sentenze;

46) investire almeno l’un per cento del PIL nella cultura;

47) incentivare il finanziamento privato alla cultura;

48) istituzione di un ministero della Cultura e di un’Agenzia museale internazionale;

49) all’estero, fusione degli Istituti di cultura e dei Centri linguistici italiani;

50) restituire allo Stato un ruolo nella materia del turismo, attualmente di competenza esclusiva delle Regioni;

51) trasformazione dell’ENIT in società per azioni;

52) razionalizzare le politiche di sostenibilità ambientale;

53) istituire Comitati di cittadini per la cura delle comunità locali;

54) assunzione di agenti di polizia stranieri;

55) accelerare la giustizia penale;

56) zero tolleranza verso la corruzione;

57) incrementare il ricorso alle pene alternative alla detenzione;

58) rafforzare le competenze dei Comuni in materia di protezione civile;

59) concedere la cittadinanza agli stranieri in Italia fin dall’infanzia che abbiano frequentato la scuola italiana;

60) introduzione delle unioni civili;

61) accelerazione dei tempi del divorzio;

62) revisione della legge sulla fecondazione assistita;

63) revisione della legge sul diritto d’autore.

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2 pensieri su “Il programma di Renzi

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