Il vergognoso boicottaggio della tassa sul lusso in Francia

Va bene, ammettiamo pure che l’aliquota del settantacinque per cento forse andrebbe limata, anche per non trasformare l’imposta in una sostanziale confisca.

Ma la reazione delle élite francesi al piano del Governo Hollande per tassare i redditi alti (vedi articolo) è – a voler essere generosi – imbarazzante.

Dirigenti finanziari che minacciano di traslocare in massa a Londra o a New York, magnati che si fanno ricevere nelle sale del potere per fare pressioni.

Naturalmente dato che il nuovo Presidente, per citare Manzoni, non è “nato con un cuor di leone”, i primi effetti si sono già fatti sentire.

Niente aliquota del settantacinque per cento ad artisti (compresi gli stilisti parigini), sportivi (!) e percettori di reddito che abbiano famiglia, anche senza figli (!!).

Al di là della sacrosanta indignazione, la probabile retromarcia di Hollande deve anche insegnarci una lezione. Lo strapotere della finanza, ormai, può essere combattuto solo con un’azione sovranazionale. Per questo dobbiamo tenerci stretta l’Unione europea, anche quando è terribilmente irritante.

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