Egitto, non è una rivoluzione per donne ?

 

In Egitto c’è stata la rivoluzione, e non è stata una rivoluzione dimidiata. Un Presidente regolarmente eletto si è insediato e, con inaspettata rapidità, si è sbarazzato di marescialli e generali che pretendevano di tenerlo sotto tutela.

Ma quel Presidente è anche l’esponente della Fratellanza musulmana, e si è affrettato a incontrare il Presidente della Repubblica Islamica Iraniana, accusata di sviluppare clandestinamente armi atomiche. Non casualmente, da quando è stato eletto il Sinai è in fiamme (vedi articolo).

Quasi ogni rivoluzione rivela, presto o tardi, un suo lato oscuro. A scrutare il volto più nero della rivoluzione egiziana potrebbero essere le donne. Dopo gli sforzi per emanciparle del Presidente Gamal Abdul Nasser, la loro situazione si va deteriorando da decenni, ma il nuovo Governo potrebbe rappresentare il punto di svolta.

Per la prima volta, sulla TV di Stato si è vista un’annunciatrice velata.

Soprattutto, le molestie sessuali nelle strade delle città sono diventate lo sport nazionale, e sono praticate in branco da vere e proprie bande. I loro membri si giustificano sostenendo che le donne egiziane contemporanee si vestirebbero in modo indecente. Perfino i veli integrali, secondo loro, a volte sono “troppo attillati”.

 

 

 

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