L’anatema della CEI contro la Corte europea per i diritti dell’uomo

L’Arcivescovo di Genova Card. Angelo Bagnasco, nella sua qualità di Presidente della Conferenza episcopale italiana, ha criticato la sentenza con cui la Corte europea per i diritti dell’uomo si è pronunciata contro la legge italiana sulla procreazione assistita (caso Costa e Pavan c. Italia).

Secondo l’alto prelato, la Corte avrebbe scavalcato la Magistratura italiana.

L’accusa è infondata.

La Corte europea per i diritti dell’uomo si attiene alla regola del previo esaurimento dei ricorsi interni: prima di adire Strasburgo, bisogna adire l’Autorità giudiziaria italiana in tutti i suoi gradi.

La Corte, tuttavia, ha da tempo chiarito che i ricorrenti non sono tenuti ad attenersi a questa regola quando adire l’Autorità giudiziaria sarebbe inutile: ad esempio, perché la presunta violazione dei diritti umani deriva da una legge dello Stato estremamente chiara, mai contraddetta o corretta dai Tribunali interni.

Appunto questo, secondo la Corte, era il caso della legge sulla procreazione assistita.

Si veda anche il nostro articolo sugli attacchi del Governo britannico alla Corte.

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