Anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima

Il 6 agosto 1945, per ordine diretto del Presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman, un Boeing B-29 Superfortress dell’Aviazione americana sganciò sulla città giapponese di Hiroshima una bomba atomica da circa quindici chilotoni, nome in codice “Little Boy”.

L’esplosione causò decine di migliaia di vittime, senza contare le conseguenze delle radiazioni.

Oltre mezzo secolo dopo, il bombardamento atomico di Hiroshima resta una ferita aperta, una macchia su un conflitto altrimenti glorioso come la Seconda guerra mondiale.

Il Giappone non era una Nazione autosufficiente, era privo di materie prime. Appunto per questo, nel 1941, reagì con l’attacco di Pearl Harbor all’embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti e dall’Impero Britannico.

E fu proprio quell’embargo, forse, il vero peccato originale della guerra: non era meglio, in quel momento, concentrarsi sulla Germania anziché aprire un nuovo fronte nel Pacifico ?

Dunque, sarebbe bastato stringere d’assedio il Giappone, ormai privo di marina, per ottenere presto o tardi la resa. Da questo punto di vista la decisione del Presidente Truman, appoggiata pienamente dal sanguigno primo ministro britannico Winston Churchill, ancora lascia dolorosamente perplessi.

Non bisogna però dimenticare le responsabilità del Governo del Giappone, che furono gravissime. Non ci riferiamo agli efferati crimini di guerra commessi in tutta l’Asia dalle forze armate giapponesi, che di per sé non avrebbero giustificato ritorsioni contro i civili.

Ci riferiamo invece all’ultimissima fase della guerra, quando la follia guerrafondaia del Governo di Tokyo degenerò in follia clinica. Pur conscio che la guerra era irrimediabilmente perduta, in nome di un malinteso onore militare il Governo giapponese rifiutò qualsivoglia ipotesi di trattativa. Istigò l’intera popolazione a una disperata resistenza suicida, perfino i bambini delle scuole furono addestrati e armati. Tentò protervamente di scavalcare Washington e Londra, proponendo una fantasiosa alleanza alla Russia.

E anche se la decisione di Truman fu dettata probabilmente da basse ragioni politiche e finanziarie – bisognava smobilitare le ingenti forze dispiegate in Estremo Oriente -, il Palazzo Imperiale diede stupidamente alla Casa Bianca argomenti persuasivi per giustificarla.

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2 pensieri su “Anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima

  1. Bell’articolo, ma non credo che il Giappone fosse a conoscenza della terribile nuova arma in mano agli americani (altrimenti, forse, non avrebbero opposto una così strenua e assurda resistenza), i quali americani la usarono, ritengo, più che per far terminare una guerra già vinta, per dimostrare all’alleato sovietico di cosa erano capaci. Azzardo a dire (ma non sono il solo a pensarla così) che fosse già iniziata la guerra fredda tra le due superpotenze: gli USA volevano mostrare a tutto il mondo, e appunto soprattutto ai russi, su quale potere si fossero impossessati e cinicamente usarono detto potere alla prima occasione (un esperimento tipo quello ad Alamogordo non avrebbe suscitato la stessa impressione).
    Tra l’altro furono scelte appositamente due cittadine di media grandezza, così che si potesse dire che l’America aveva inventato una bomba che da sola poteva distruggere un’intera città.

    1. La teoria secondo cui la bomba atomica fu utilizzata anche in funzione antirussa è in effetti diffusa, e non può essere scartata, anche se nel ’45 la russofobia era più britannica che statunitense. Gli Stati Uniti, oltretutto, ignoravano non solo che il Progetto Manhattan era da tempo infiltrato da parte dei servizi segreti sovietici, ma secondo alcuni anche il reale potenziale distruttivo della bomba A, testata solo nel deserto.

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