Il mondo (ridicolmente) appeso alle labbra di Draghi

Da quanto tempo le parole di un uomo solo non causavano, a livello mondiale, una reazione simile ?

Probabilmente bisogna tornare ai tempi della Guerra fredda, quando il Presidente americano Kennedy scaldava il blocco occidentale con la sua retorica e il premier sovietico Krushev denunciava lo stalinismo, causando un terremoto nei Partiti comunisti di mezzo mondo.

Piccolezze, al confronto. Quelle pronunciate ieri a Lancester House dal Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi, più che parole, sembrano quasi formule magiche, tale è il loro potere taumaturgico.

I commentatori più accorti hanno rilevato come Draghi sia semplicemente tornato sulle posizioni del suo predecessore Jean-Claude Trichet, abbandonando la linea filotedesca adottata all’inizio del suo mandato per dimostrare di non essere in conflitto d’interessi in quanto italiano.

Ma che importa ? I mercati brindano, e solo questo conta.

Eppure, nella migliore delle ipotesi (comunque ancora lontana), l’euro avrà una vera banca centrale. Il minimo sindacale.

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