Donna incinta tenta il suicidio, muore il feto: accusata di omicidio

Nel Medioevo si processavano anche i cadaveri. Il quadro ritrae il processo post mortem a Papa Formoso, tenutosi nel IX sec.

Bei Bei Shuai è una delle tante immigrate cinesi negli Stati Uniti. Era arrivata da Shanghai una decina di anni fa, insieme al marito. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti, i due divorziano.

La Shuai resta incinta di un altro uomo, che però la abbandona.

Disperata, tenta di suicidarsi ingerendo del veleno per topi. Lei si salva. Il bambino no, nonostante un cesareo d’urgenza effettuato dai sanitari.

Ma il calvario della Shuai non è ancora finito, e non perché debba uscire dal tunnel della depressione.

Aderendo a una tendenza giurisprudenziale sempre più diffusa negli Stati Uniti, l’Autorità giudiziaria dello Stato dell’Indiana la rinvia a giudizio per feticidio e omicidio. Dopo aver trascorso oltre un anno in custodia cautelare, la Shuai è attualmente in libertà provvisoria in attesa del processo.

Rischia fino a quarantacinque anni di carcere.

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