Francia e Shell, Europa sempre più Belle Epoque

La Germania fa la voce grossa, i piccoli Paesi nordici la imitano, la Gran Bretagna ostenta insularismo, altezzosità, la sterlina e la City. Ora perfino la Francia riesce a vendere titoli di Stato con un tasso d’interesse negativo.

Sembra di essere tornati nel ’45, quando la Francia rinacque funambolicamente dalla ceneri e si presentò a Berlino a ricevere l’armistizio tedesco.

Più in generale, pare di essere ai tempi della Belle Epoque, quando Londra, Parigi e Berlino godevano di una rendita di posizione inattaccabile, ma anche i piccoli Paesi nordici si concedevano insospettabili lussi: l’Olanda controllava l’intero arcipelago indonesiano, il Belgio l’intero bacino del Congo,  (https://italianspread.wordpress.com/2011/12/21/repubblica-democratica-del-congo-il-paese-maledetto/), perfino la Danimarca aveva colonie nei Caraibi.

Tanto per confermare ulteriormente questo quadro, la Royal Dutch Schell è tornata a essere la multinazionale più ricca del mondo. La Shell è appunto un retaggio della Belle Epoque, creata nel 1907 dalla fusione della Reale Società Petrolifera olandese e la compagnia petrolifera privata inglese di un visconte inglese. Dal 1907 a oggi, l’azionariato della compagnia è rimasto identico: sessanta per cento all’Olanda, quaranta per cento alla Gran Bretagna.

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