Il Wall Street Journal come il Dott. House: sgradevole ma ha ragione

E’ ormai finita la luna di miele fra il Governo Monti e la stampa finanziaria internazionale. Ci va giù pesante in particolare il Wall Street Journal, secondo cui la riforma Fornero ha la stessa probabilità di creare nuovi posti di lavoro in Italia di quanti ne abbia un uomo armato di mestolo o di cannuccia di svuotare il lago di Como (reso evidentemente famoso oltreoceano da George Clooney).

Secondo il giornale finanziario americano, chiunque sia intenzionato ad assumere un dipendente in Italia si trova davanti il muro di un costo del lavoro insostenibile. E’ noto come il lavoratore costi al datore di lavoro, più o meno, il doppio di quanto percepisce, ed esistono eccezioni in pejus.

E’ oggettivamente una situazione insostenibile, e tutti i risparmi eventualmente realizzati dal Governo tecnico mediante gli svariati tagli apportati dovrebbero essere canalizzati, quasi senza eccezione, per ridurre il peso di questo macigno.

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Un pensiero su “Il Wall Street Journal come il Dott. House: sgradevole ma ha ragione

  1. Il WSJ ha parzialmente ragione: la riforma Fornero alla fine è risultata una brodaglia dal valore poco più che simbolico.
    La motivazione per cui i risultati non soddisfano le aspettative secondo me è ben precisa, e mi dà forza su una convinzione che maturo da tempo: in Italia l’esecutivo è troppo debole.
    L’attuale assetto costituzionale è frutto di una visione del dopoguerra in cui la più grande paura era l’uomo solo al comando. Per evitare il più possibile questo rischio i padri costituenti realizzarono un “bilanciamento dei poteri”, per cui ogni decisione doveva passare al vaglio di molte mediazioni.
    Tale sistema ha funzionato in maniera egregia fino alla prima metà degli anni ’70. Dopodichè il progresso tecnologico, la “rivoluzione dei costumi” e la crisi petrolifica hanno reso il mondo molto più dinamico. Questo assetto si è quindi trasformato in un ostacolo alle nuove necessità di rinnovamento.
    Se è dalla fine della prima repubblica che l’Italia è immobile è anche per questo. Non è vero che i governi Berlusconi e Prodi non hanno fatto niente: ognuno ha provato a fare qualcosa, ma è sempre stato fermato (negli applausi generali).
    Ogni riforma inevitabilmente tocca qualche interesse stratificato, il quale userà tutte le sue possibilità per fare opposizione. Se la riforma non viene così bloccata, tutt’al più diventerà poco più un brodo insipido, come la riforma Fornero per l’appunto.

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