La Marina americana si ammassa nel Pacifico, le implicazioni geopolitiche

L’annuncio è ufficiale, e viene direttamente dal ministero della Difesa. La Marina americana, attualmente dispiegata approssimativamente per metà nell’Atlantico e per metà nel Pacifico, si sposterà per il sessanta per cento nel Pacifico.

Cifre molto chiare rispetto a un futuro militare americano reso nebuloso dai tagli di bilancio, e che permettono di trarre una serie di considerazioni.

1) Che fine farà la NATO ?

Tutti se lo chiedono dalla fine della Guerra fredda. La fase di transizione dell’Alleanza è stato estremamente mal gestita. All’Organizzazione sono stati attribuiti nuovi vaghi compiti di tutela degli interessi nordatlantici nel mondo, mediante atti di dubbio valore legale che non hanno modificato l’originario Trattato del Nord Atlantico. Politicamente, non si capisce dove la NATO voglia andare: prima si apre alla Russia, poi la si provoca con i piani di difesa missilistica nell’Est Europa; non è chiaro nemmeno quanto sia effettiva la reintegrazione della Francia voluta dal Presidente Sarkozy. Organizzazione poco politica e molto militare, finora la NATO si era salvata appunto sul piano militare, conducendo la guerra del Kosovo e di Libia e partecipando a quella in Afghanistan. Ma ora, con i bilanci militari europei erosi e la flotta americana che fa vela per il Pacifico, comincia a traballare anche il tradizionale pilastro castrense. Il che ci porta alla successiva questione.

2) Che fine farà l’Europa ?

La crisi di Suez del 1956 ha evidenziato in modo drammatico la debolezza dell’Europa, mascherata fino a quel momento con la sopravvivenza degli imperi coloniali. L’Europa, tuttavia, aveva in tasca una polizza assicurativa che si chiamava Patto di Varsavia. Il Vecchio Continente il fronte della Guerra fredda, e volenti o nolenti gli Stati Uniti non potevano abbandonarlo a sé stessa. Da qui la pioggia di soldi del Piano Marshall, l’incoraggiamento all’integrazione europea e la generosa condivisione di tecnologie militari: perfino bombe atomiche a Paesi che ne erano sprovvisti. Ora, la rendita strategica dell’Europa si è esaurita. Non a caso, non solo gli Stati Uniti hanno smesso di puntellare, ma tentano sempre più insistentemente di scaricare sull’Europa la crisi partita da Wall Street (https://italianspread.wordpress.com/2012/01/08/leuropa-non-sia-lagnello-sacrificale/).

3) Che fine ha fatto il Medio Oriente ?

Con il conflitto israeliano-palestinese, il petrolio e al-Qaeda, si presumeva fino a poco fa che il Medio Oriente fosse lo scacchiere mondiale chiave. Eppure, nella lista delle priorità del Pentagono il Mediterraneo e il Golfo Persico sembrano essere all’ultimo posto. Non è detto che sia una cattiva notizia. Anzi, potrebbe essere finalmente l’occasione per revocare lo stato d’eccezione proclamato dall’Amministrazione Bush e mantenuto dall’Amministrazione Obama, poco consono a una grande democrazia come gli Stati Uniti (https://italianspread.wordpress.com/2011/12/16/se-al-qaeda-diventa-un-comodo-pretesto/https://italianspread.wordpress.com/2012/03/06/se-pensa-che-sei-un-capo-di-al-qaeda-il-governo-americano-puo-farti-fuori-ovunque-nel-mondo/).

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