Il mistero della new economy che non piace ai mercati

In un precedente articolo (https://italianspread.wordpress.com/2012/02/26/america-lunica-salvezza-e-la-new-economy/), avevamo evidenziato come l’indice Dow Jones fosse riuscito a tornare ai livelli pre-Lehman Brothers in parte grazie alle aziende della new economy.

Contemporaneamente, però, avevamo segnalato come la medesima new economy si fosse rivelata una bolla all’inizio del 2000, facendo crollare l’indice Nasdaq. Ora, anche Facebook crolla al suo esordio a Wall Street.

Come mai, nel medio-lungo termine, la new economy tende a non convincere i mercati ? Non si può negare che l’industria informatica e digitale tiri: essa, letteralmente, ci circonda. Ma, al tempo stesso, ha dei fattori di debolezza.

Concentrazioni

Il settore tende sempre più a essere monopolizzato da pochi colossi: Microsoft, Google e Facebook. Marchi storici come Yahoo ! sono in affanno, e la Apple ha dovuto fare sforzi immensi di creatività per sopravvivere.

Scarsa consistenza delle imprese

Molti giganti dell’informatica sono stati fondati in un garage, con un paio di computer. Nella fase di start up, questo è un bene: le barriere di ingresso al mercato sono (erano ?) basse. A medio-lungo termine, tuttavia, l’impresa fatica a creare fiducia e sicurezza nei mercati.

Eccessiva concentrazione su beni e servizi voluttuari ?

Quali sono state le ultime invenzioni dirompenti in campo digitale ? Gli smartphone e i tablet. Diciamocelo, sono strettamente necessari ? E gli stessi PC che abbiamo a casa non vengono in molti, moltissimi casi utilizzati prevalentemente a scopo di puro intrattenimento ? E gli studi non dimostrano forse che la stragrande maggioranza delle mail scambiate per lavoro sono inutili ? Ecco, forse anche il carattere estremamente aleatorio delle utilità generate dai servizi di new economy contribuisce a rendere questi ultimi a perenne rischio bolla.

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2 pensieri su “Il mistero della new economy che non piace ai mercati

  1. Ciao Marco, ho una proposta da farti, siccome ho visto che parli volentieri di Storia in questo blog.
    Ricollegandosi a questa vicenda dei mercati finanziari, credo sia interessante dedicare un’articolo alla speculazione dei tulipani in Olanda del XVII secolo, ricordata come la bolla finanziaria della Storia.
    Se ti serve una mano chiedi pure!

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