Le “semplificazioni telematiche”

Squillo di tromba. Si potrà fare il cambio di residenza via Internet. Lo ordina in una circolare il ministero degli Interni, dal quale dipendono le Anagrafi (i Comuni le tengono in quanto il Sindaco è anche “ufficiale del Governo”).

Non stiamo ora a chiederci se e quando i Comuni, soprattutto quelli piccoli, attueranno la circolare e il regolamento a cui quest’ultima fa rinvio (molti enti pubblici non hanno ancora nemmeno l’indirizzo di posta elettronica certificata, che pure sarebbe obbligatorio).

Ammettiamo che la circolare sia applicata alla lettera. Basterà dunque entrare nel sito del Comune e compilare un form ? Nemmeno per sogno.

Bisogna avere una casella di posta elettronica certificata. A parte chi è obbligato (ad esempio gli avvocati), in pochi ce l’hanno; e non è gratis, anche se di solito non costa molto. L’istanza, comunque, è valida solo se presentata mediante PEC.

Non basta ancora. Bisogna stampare un modulo, firmarlo, scandirlo insieme a una copia del proprio documento d’identità e mandare tutto via mail in Comune (stavolta con posta elettronica ordinaria).

Per carità, sempre meglio che prendersi mezza giornata di ferie per fare la coda all’Ufficio anagrafe… ma questa circolare è una spia eloquente di come non basti la tecnologia e scalzare una certa mentalità burocratica.

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