Le terze Termopili greche

Poster di propaganda alleato durante la Seconda guerra mondiale.

Intendiamoci, alla Grecia molto probabilmente non verrà nulla di buono da queste elezioni. Si ritrova senza un Governo, e con i neofascisti (anzi neonazisti) in Parlamento. Gente la cui bandiera è una riproduzione malamente camuffata di quella del Terzo Reich, e che non riusciva a raggiungere l’un per cento fino a pochi anni fa. Il tutto in un Paese che è stato effettivamente una dittatura militare di destra fino al 1974 (e infatti prospettive sinistre attendono anche Spagna e Portogallo, se la crisi non si risolverà).

Il Meandros, la bandiera del partito neonazista greco Alba dorata.

Eppure, nessuna Nazione come la Grecia ha dimostrato, con la sua storia, che i più grandi atti di valore e orgoglio nazionale sono proprio quelli gratuiti.

E’ fin troppo facile ricordare la battaglia delle Termopili del 480 a.C., quando un contingente spartano al comando di Re Leonida si fece letteralmente massacrare per rallentare le soverchianti forze persiane. E’ difficile dire se il sacrificio spartano abbia avuto qualche relazione con la successiva sconfitta persiana, maturata poi a Salamina per mano della flotta ateniese. Ma certamente il contingente persiano rimase sorpreso, e probabilmente con i nervi scossi, di fronte al valore di quelle che considerava le decadenti città-Stato greche.

La seconde Termopili greche avvennero nel 1940-1941, quando le forze armate greche, dopo aver duramente punito l’arroganza italiana, si rifiutarono di abbandonare la linea difensiva Metaxas, pur sapendo che i rinforzi della Wehrmacht stavano per aggirarle e annientarle. Un aneddoto racconta che, quando alla fine le truppe tedesche entrarono ad Atene, un loro drappello occupò il Partenone, ordinando ai soldati greci di guardia di ammainare la bandiera greca e issare quella tedesca. Il soldato Kostantinos Koukidis ammainò la bandiera greca, ma si rifiutò di consegnarla, se la avvolse intorno al corpo e si gettò nel dirupo.

Ecco, fatte le debite proporzioni, queste ultime elezioni potrebbero essere le terze Termopili greche. Non faranno forse nulla per risollevare le sorti del Paese, e probabilmente si riveleranno una decisione sciagurata: come quella  di sacrificare i soldati scelti spartani nel 480 a.C., e come quella di non abbandonare la linea Metaxas nel 1941. Ma restano ugualmente un atto di coraggio e un grido di orgoglio nazionale.

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