Battaglia del download, il fronte antiproibizionista segna un paio di punti

Fino alla Seconda guerra mondiale, il Pacifico era un lago britannico. Dalla Seconda guerra mondiale in poi divenne un lago americano.

Eppure, il Pacifico non ha portato bene alla guerra che alcune Autorità federali e grandi società americane stanno conducendo contro il download e lo streaming illegale.

Pochi giorni fa, l’Alta Corte dell’Australia ha statuito che gli Internet service provider non sono tenuti a vigilare sul rispetto del diritto d’autore da parte degli utenti, e non sono obbligati a muoversi nemmeno quando eventuali violazioni sono specificamente segnalate dagli aventi diritto.

Intanto, in Nuova Zelanda, sta andando male il procedimento d’estradizione negli Stati Uniti del cittadino tedesco Kim Schmitz, meglio noto come Kim Dotcom, il fondatore di Megaupload e Megavideo.

Non solo i giudici neozelandesi hanno disatteso le richieste americane concedendo la libertà provvisoria a Schmitz, ma sembra che quest’ultimo ai sensi della legge neozelandese abbia commesso reati punibili con la pena massima di quattro anni di reclusione: non basta per l’estradizione.

Inoltre, la società che gestisce Megaupload e Megavideo ha sede a Hong Kong, e questo pone problemi con riferimento al sequestro dei due siti.

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