Il maoismo, non passa mai di moda

Rekha Tapa, attrice nepalese di Bollywood diventata testimonial del Partito maoista del suo Paese.

Per maoismo s’intende l’interpretazione della ideologia marxista adottata dalla Repubblica Popolare Cinese per distinguersi dall’Unione Sovietica. Il nome “maoismo”, ovviamente, deriva da Mao Zedong (o Mao Tse-Tung a seconda della traslitterazione), Presidente del Comitato centrale del Partito comunista cinese dal 1945 al 1976.

Le politiche di Mao, dal Grande passo avanti alla Rivoluzione culturale, furono disastrose per la Cina. Eppure, curiosamente, l’ideologia creata dal Grande Timoniere ha sempre avuto fortuna.

La stessa Cina, che dopo la morte di Mao si sbarazzò rapidamente della fazione a lui associata, conserva il maoismo come ideologia ufficiale, seppur svuotandolo di gran parte dei suoi contenuti.

Fuori dalla Cina, il maoismo ha goduto di un eccezionale successo, facendo grandi proseliti nei movimenti di sinistra di tutto il mondo, tanto da provocare spaccature in molti Partiti comunisti.

Oggi i Partiti comunisti non esistono quasi più, e a maggior ragione non esistono correnti maoiste al loro interno. Ma il maoismo resta vivo e vegeto in Asia. A parte la versione annacquata cinese, il maoismo duro e puro sopravvive e prospera in India e in Nepal.

In India, organizzazioni armate maoiste imperversano in molti Stati, come l’Italia ha recentemente appreso a seguito del sequestro Colangelo-Bosusco.

In Nepal, il Partito comunista maoista ha praticamente vinto la guerra civile contro il Governo del deposto Re Gyanendra. Si attende ora la fine della transizione diretta dall’ONU.

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2 pensieri su “Il maoismo, non passa mai di moda

  1. Il maoismo in Cina sopravvive ancora in molte frange, e la recente
    epurazione di Bo Xilai ne è una conferma. Comunque tra i disastri che
    ha combinato io ricorderei il “Grande balzo in avanti”, che nei
    primissimi anni sessanta provocò in Cina la morte per fame di circa
    quaranta milioni di persone (cioè come l’intera popolazione
    spagnola attuale).
    Il grande successo dei movimenti maoisti nell’indocina, insieme al
    candore con cui così tante persone si definiscono “maoisti”, induce
    in me serie riflessioni sui limiti del raziocinio umano.
    Nonostante ciò mi sono sempre chiesto se questo successo dei maoisti,
    in India e in Nepal, nasca da ingerenze più o meno nascoste della
    Cina in questi paesi suoi contermini. Che si tratti di una vera e propria
    espansione d’influenza, che il suo nuovo rango di superpotenza mondiale
    impone?

    1. Se la Cina ha sostenuto i gruppi maoisti nepalesi o indiani, è riuscita a farlo molto discretamente. Non risulta infatti che l’India, i cui rapporti con la Cina pure sono abbastanza tesi, abbia mai accusato quest’ultima di sostenere i movimenti maoisti. Quanto al Nepal, i rapporti del suo vecchio Governo con la Cina erano addirittura privilegiati.

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