Gli Stati Uniti alla guerra cibernetica

Il Presidente Barack Obama in persona ha annunciato che gli Stati Uniti avvieranno un’offensiva informatica per abbattere il firewall della censura iraniana, a beneficio dell’opposizione manifestatasi nel 2010 ma schiacciata dal regime.

Viene spontanea la domanda: perché proprio l’Iran ? Perché non la Siria, ad esempio ? Anche il Governo di Damasco sta usando un ampio repertorio di sporchi trucchi informatici non solo per mettere il bavaglio all’opposizione, ma per individuare gli attivisti e arrestarli. Inoltre, l’opposizione è in questo momento molto più forte in Siria che in Iran: un chirurgico intervento informatico americano potrebbe essere molto più efficace nel primo Paese che nel secondo.

Probabilmente, gli Stati Uniti sono ansiosi di sperimentare cosa sono in grado di fare contro un nemico che si è dimostrato all’altezza, dirottando perfino un drone senza pilota nel 2011 (vedi nostro articolo in proposito). Si vocifera che dietro alla perizia informatica dimostrata dall’Iran ci sia la mano soccorrevole della Cina, il cui Esercito popolare di liberazione studia da anni le tecniche di guerra informatica.

Ed è senza dubbio in funzione prevalentemente anticinese che il Pentagono sta affilando le sue armi virtuali.

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