Giustificate le polemiche in Francia sul killer di Tolosa

E’ ancora in corso a Tolosa l’assedio a Mohammed Merah, il giovane francese di origine algerina che in diversi episodi ha ucciso a sangue freddo tre soldati e tre civili ebrei (due bambini). La Polizia francese si muove con cautela, memore del virile ordine del Presidente Nicolas Sarkozy: “Lo voglio vivo”.

Intanto, però, già emergono le prime polemiche. Possono sembrare pretestuose a questo stadio, ma i media non hanno tutti i torti.

E’ ormai accertato che l’assassino è stato motivato dall’estremismo islamico, se l’è presa coi soldati per gli interventi militari occidentali in Medio Oriente.

Le sue idee estremiste non le aveva certo occultate, anzi esse erano note almeno a due Stati, Francia e Afghanistan. Merah era un frequentatore abituale di quest’ultimo Paese, nonché del Pakistan. In Afghanistan era pure finito in carcere. Per reati comuni, sostiene il Governo francese. Per possesso di ordigni esplosivi, replica quello afghano, e le Autorità francesi erano state debitamente avvertite. Neanche Kabul, peraltro, è senza colpa. Merah lasciò il carcere non per scontato la sua pena, ma semplicemente grazie a un’evasione di massa organizzata dai talebani.

Comunque sia, un soggetto del genere doveva essere costantemente sotto controllo. I servizi segreti francesi sostengono di averlo fatto. Non abbastanza, evidentemente. Nonostante il machismo esibito, il Presidente Sarkozy potrebbe trovare in questa vicenda il colpo di grazia prima delle prossime elezioni.

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