I figli dei Faraoni: la Chiesa copta

Diventati una minoranza etnica nel loro stesso Paese con l’espansione dell’Islam, i copti sono i discendenti degli egiziani delle origini, i “figli dei Faraoni”.

Fra i primi convertiti al cristianesimo, i copti conservano ancora oggi tale religione, ma la loro Chiesa è distinta sia da quella cattolica sia da quelle ortodosse. Lo scisma risale al Concilio di Calcedonia del 451, e si consumò – almeno ufficialmente – per questioni teologiche così tecniche e sottili da essere comprensibili solo per un esperto.

Ancora oggi, comunque, con oltre dieci milioni di fedeli la Chiesa copta è la principale denominazione cristiana d’Egitto, con ramificazioni anche al di fuori di questo Paese, soprattutto in Africa. I Patriarcati copti di Etiopia ed Eritrea sono indipendenti, ma riconoscono la primazia morale del Papa copto di Alessandria, secondo un modello relazione simile a quello della Comunione anglicana o di certe Chiese ortodosse. Particolarmente importante è la Chiesa copta etiope, storicamente associata al deposto Governo imperiale di quel Paese.

La Chiesa copta è l’unica, oltre a quella cattolica, ad avere un Papa. Quest’ultimo, però, non ha poteri assoluti: il modello di governo della Chiesa copta è collegiale, e i poteri di governo sono esercitati da un Sacro Sinodo che riunisce i Vescovi e i massimi prelati.

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