La cremazione nel diritto italiano e canonico

L'attore comico britannico Sasha Baron Cohen alla cerimonia degli Oscar 2012.

Sono in molti ormai a esprimere la loro preferenza per la cremazione rispetto alla sepoltura. La tendenza non è affatto sgradita ai Comuni, alle prese con cimiteri sempre più sovraffollati, e probabilmente anche per questo il Parlamento si è fatto carico dell’esigenza, approvando nel 2001 un’apposita legge.

La legge consente la cremazione, ma a condizioni ben precise. Il defunto deve aver espresso la volontà di farsi cremare nel testamento, o con l’iscrizione in vita a un’associazione pro-cremazione. In difetto, l’opzione può essere esercitata anche dal coniuge o dal parente più prossimo del defunto, mediante dichiarazione resa all’ufficiale di stato civile. Se il defunto era minorenne, l’opzione è esercitata dal genitore o da chi ne fa le veci. L’aspersione delle ceneri è consentita in terreni privati fuori dai centri abitati, o in aree appositamente delimitate nelle proprietà pubbliche, o nelle acque pubbliche come quelle marine.

Neppure nel diritto canonico esistono ostacoli insormontabili alla cremazione. Il canone 1176, paragrafo 3 del Codice di diritto canonico recita infatti: “La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana”.

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