George Washington nel folklore americano

L’altro ieri, negli Stati Uniti, si è festeggiata la giornata dei Presidenti, originariamente istituita per commemorare il compleanno di George Washington, che però nacque il 22 febbraio 1732.

George Washington era un veterano dell’Esercito britannico e un notabile della Virginia, la più grande colonia del Nordamerica Britannico. Per questo, allo scoppio della Rivoluzione americana, venne naturale al Congresso continentale nominarlo generale e Comandante Supremo dell’Esercito continentale.

Nel 1779, dopo una durissima lotta, l’Esercito continentale e le forze alleate francesi attaccarono dalla terra e dal mare l’Esercito britannico e le tribù indiane alleate di quest’ultimo a Yorktown, raccogliendo la resa del generale inglese Lord Cornwallis. La battaglia di Yorktown viene generalmente ricordata negli Stati Uniti come la fine della guerra d’indipendenza, ma la realtà è parzialmente diversa: la Gran Bretagna controllava ancora New York, e la sua Regia Marina, benché sconfitta da quella francese, minacciava ancora la costa orientale. La Francia ritirò le sue truppe, e quelle americane cominciarono ad ammutinarsi. Per fortuna degli Stati Uniti, di lì a poco il Governo di Londra decise di riconoscere l’indipendenza americana.

Vincitore ormai indiscusso, Washington nelle aspettative di molti avrebbe instaurato nella giovane Nazione una dittatura militare, ma questo non avvenne. Washington rimise al Governo il suo mandato militare, partecipò alla Convenzione che scrisse la Costituzione americana e divenne il primo Presidente degli Stati Uniti. Dopo due mandati quadriennali, Washington decise di non ricandidarsi, stabilendo un precedente ora codificato nel XXII Emendamento alla Costituzione americana. Morì per cause naturali il 14 dicembre 1799.

Ma per gli americani la figura di Washington non si esaurisce nella sua biografia. Complici le inesattezze cronachistiche, la propaganda e la giovinezza della Nazione, Washington è per gli americani un mito nel senso filologico del termine. Su di lui sono stati tramandati aneddoti fantasiosi a scopo pedagogico, il più famoso dei quali è quello del ciliegio.

Occorre premettere che Washington era più alto della norma, e tanto basta perché gli venga attribuita una forza fisica eccezionale. Secondo un aneddoto, da bambino Washington stava giocando nel cortile di casa con un’accetta giocattolo quando, provandola su un ciliegio, lo tagliò. Quando suo padre, seccato, chiese chi avesse tagliato l’albero, Washington strillò: “Babbo, non posso mentirti ! Sono stato io !” A quel punto il padre avrebbe replicato: “George, preferisco che tu tagli mille alberi, piuttosto che mentirmi !”

Una mera leggenda metropolitana, invece, vuole che Washington possedesse una dentiera di legno. Egli, in effetti, era cronicamente malaticcio, e perse i denti. Lungi dall’essere di legno, tuttavia, si trattava di una dentiera di prima scelta, di oro e avorio.

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