Diamo a Monti quel che è di Monti

Questa webzine non è mai stata morbida sul Governo Monti, né ritira le sue critiche oggi dopo l’eccellente esito delle aste del Tesoro e il crollo del differenziale: il mercato ha avuto (per ora) quello che chiedeva e, naturalmente, premia.

Se l’impostazione politica generale del Governo Monti continua a non convincere, bisogna tuttavia aggiungere che i benefici di un Governo tecnico stanno emergendo, appunto, sulle questioni tecniche, esecutive.

Un esempio è la gestione dello sciopero degli autotrasportatori, potenzialmente pericolosissimo come sottolineato in un precedente articolo. L’Unione europea ha invitato l’Italia a far rispettare la regola della libera circolazione. Il ministro degli Interni si è rivolto ai Prefetti. I Prefetti hanno ordinato lo scioglimento dei blocchi e, complice la professionalità delle forze dell’ordine, sono stati ubbiditi. Ordinaria amministrazione. Ma fino a ieri sarebbe stata fantascienza.

Lodevolissime anche le prime mosse del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che pure aveva fatto propria la traballante riforma Gelmini. Ora però ha disposto un sacrosanto taglio dei fondi agli Atenei telematici, e annunciato l’abolizione del valore legale del titolo di studio, cioè dell’irrilevanza legale del prestigio di un’Università e della sua collocazione nelle classifiche nazionali e internazionali.

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