Anniversario della liberazione di Aushwitz

Il 27 gennaio 1945 le prime unità dell’Armata rossa raggiungevano il complesso di campi di concentramento e sterminio di Aushwitz, in Polonia.

L’obbligo dell’europeo contemporaneo, naturalmente, è la memoria.

L’Italia ha il privilegio di aver forgiato, tramite lo scrittore Primo Levi, uno degli strumenti piu’ utili a questo scopo: il libro “Se questo è un uomo”.

“Se questo è un uomo” è la risposta migliore ai negazionisti, perché ricrea minutamente il microcosmo di Aushwitz, fornendoci quei piccoli ma terrificanti particolari che ci dimostrano, oltre ogni dubbio, la veridicità assoluta dei fatti esposti.

Come i prigionieri del lager venivano oppressi non solo con la fame, il lavoro forzato e i maltrattamenti, ma anche con la burocrazia e le surreali mise-en-scène, sintetizzate dalla banda musicale che accompagnava la marcia verso il lavoro. Come le SS gestissero il campo prevalentemente per procura, per mezzo dei kapò reclutati fra i tedeschi internati per reati e piu’ raramente fra gli ebrei. Come a loro volta le SS sfruttassero i prigionieri per conto della IG Farben.

Ma perché continuare ? Meglio leggere direttamente il libro, no ?

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