La strana monarchia spagnola

L'attuale Re di Spagna Juan Carlos di Borbone alla destra del dittatore fascista Francisco Franco.

Il Re di Spagna e Sacro Romano Imperatore Carlo V d’Asburgo è stato probabilmente il più grande sovrano della storia europea, più potente anche del Re Sole o della Regina Vittoria.

Da allora, la storia della monarchia spagnola è stata incredibilmente travagliata.

Nel XIX secolo, Napoleone cacciò con disprezzo dal trono di Spagna i Borboni, definendoli “una dinastia esaurita”. In effetti, i Borboni vennero cacciati dalla Spagna nel 1868, ma tornarono sul trono nel 1874. Nel 1931 Re Alfonso XIII di Borbone, compromessosi con la dittatura del Marchese Miguel Primo de Rivera y Orbaneja, fu esiliato e fu proclamata la Repubblica.

La monarchia spagnola sembrava sepolta per sempre. Passarono gli anni, venne la guerra civile e il regime fascista del generale Francisco Franco. Dopo lunghi tentennamenti, Franco decise di accontentare i monarchici che sostenevano il suo regime, ma si trovò nell’imbarazzo su quale aristocratico nominare futuro Re: gli parevano tutti troppo liberali. Alla fine scelse Juan Carlos di Borbone, perché era ancora molto giovane e Franco sperava di allevarlo trasformandolo in un perfetto fascista.

Juan Carlos in pubblico non lesinò elogi al Caudillo. Ma quando il Generalissimo fu morto e lui ebbe la Corona, liquidò rapidamente il regime fascista, insediando in modo rapido e indolore una moderna democrazia parlamentare.

Nel 1981, quando nostalgici fascisti della Guardia Civil fecero irruzione  nelle Cortes prendendo in ostaggio parlamentari e Governo, Juan Carlos li fece arrestare senza complimenti. Il repubblicano Santiago Carrillo Solares, segretario generale del Partito comunista spagnolo, commentò: “Oggi siamo tutti monarchici. Dio salvi il Re”.

Anche di recente, Re Juan Carlos ha avuto occasione di rendersi politicamente popolare, firmando la legge sul matrimonio fra omosessuali (non era così scontato, nel 1990 il Re Baldovino del Belgio si rifiutò di promulgare la legge sull’aborto) e dando sulla voce al discusso Presidente venezuelano Hugo Chavez durante un vertice internazionale, a microfoni aperti.

Complici questi episodi, la monarchia spagnola è considerata una delle più solide d’Europa, anche se non è chiaro in quali condizioni sopravvivrà alla morte dell’attuale Re. Anche in vita di Juan Carlos, peraltro, la Famiglia Reale spagnola ha perso qualche colpo. Innanzitutto, essa ha il bilancio più elevato d’Europa, il che colpisce negativamente in tempi di gravissima crisi economica, soprattutto per la Spagna. Il Duca di Palma, genero del Re, è stato accusato di frode. Ultimamente, poi, ha fatto scalpore il libro “La soledad de la Reina”, scritto dalla giornalista Pilar Eyre. La Eyre accusa Juan Carlos di aver gettato in faccia alla Regina Sofia, illustre Principessa greca, una serie infinita di amanti. Insidiosamente, la Eyre non si limita al gossip pruriginoso, né batte su tasti moraleggianti, ma dipinge Juan Carlos come un uomo che ha fatto soffrire atrocemente, per anni, la popolare Regina.

A fronte di una situazione così sfaccettata, sarà interessante in futuro vedere come una monarchia costituzionale, istituzione anglosassone e nordica, possa svilupparsi ed eventualmente sopravvivere in un Paese mediterraneo.

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