Taiwan, il Paese che non esiste

Un tempo, la locuzione “Made in Taiwan” era il simbolo della rinascita del potere asiatico. Oggi, Taiwan non è più così famoso, ma è pur sempre un Paese di oltre trentaseimila chilometri quadrati, con una popolazione di oltre ventitré milioni di persone, Governo, Parlamento, Magistratura, Pubblica amministrazione, Forze armate e quant’altro.

Eppure, Taiwan ufficialmente non esiste, non è riconosciuto da alcuno Stato a parte il Vaticano e pochissimi altri staterelli, non fa parte di alcuna organizzazione internazionale, non può avere Ambasciate né ospitarne. Perché ?

La grande isola al largo delle coste cinesi che ospita Taiwan era un tempo nota come Formosa, ed era una delle tante colonie del Giappone imperiale nell’area.

Durante la Seconda guerra mondiale, il Giappone aggredì con particolare ferocia la Cina. Nel 1945, sconfitto, fu costretto a cedere al nemico vincitore l’isola già appartenuta agli Imperatori Qing.

Quasi subito, però, in Cina esplose la guerra civile fra il Governo fascista del Kuomitang, che aveva diretto la resistenza contro il Giappone, e il Partito comunista cinese, favorito dall’Unione Sovietica diventata attiva nell’area. Com’è noto, il Partito comunista vinse, e il Governo del Kuomitang si rifugiò sull’isola di Taiwan, sotto la protezione della flotta americana.

Da lì, il Governo del Kuomitang continuò a rivendicare la sovranità sull’intera Cina, rivendicazione che venne riconosciuta dall’intero blocco occidentale: il Governo di Taipei, così, rappresentava la Cina alle Nazioni unite, mentre il Governo cinese non aveva relazioni diplomatiche con i Paesi occidentali.

Col tempo, però, la Cina cominciò a rafforzarsi, e a rendersi più gradita all’Occidente rompendo l’alleanza con l’Unione Sovietica. A partire dagli anni ’70, un po’ alla volta, le Potenze occidentali cominciarono a riconoscere il Governo di Pechino. Quest’ultimo, però, per instaurare relazioni diplomatiche con chiunque poneva una condizione tassativa, tenuta ferma ancora oggi: lo Stato interessato deve interrompere le relazioni diplomatiche con Taiwan, disconoscerne il Governo e riconoscere la sovranità cinese su Taiwan. In cambio, Pechino si impegna a non invadere con la forza Taiwan: un impegno che, per la verità, è diventato sempre più flebile negli ultimi anni.

Il riconoscimento del Governo comunista come unico legittimo rappresentante della Cina è ormai plebiscitario. Per questo, Taiwan è diventato un Paese che ufficialmente non esiste.

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