Pietosa difesa della RAI lottizzata da parte dei partiti

Levata di scudi dei partiti dopo che il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ventilato la possibilità di modificare l’assetto della RAI. Alcuni esponenti politici sono arrivati ad accusare il Governo di violare la Costituzione, in quanto secondo una sentenza della Consulta la competenza esclusiva in materia di radiotelevisione pubblica sarebbe del Parlamento.

In realtà, la Corte costituzionale si riferiva alla nomina dei membri del Consiglio di amministrazione della RAI, mentre è pacifico che l’assetto della RAI è stabilito per legge: quindi, il Governo può benissimo presentare alle Camere un disegno di legge di riforma, o legiferare direttamente per Decreto.

L’atteggiamento dei partiti politici – o di alcuni di essi – appare irresponsabile. In un momento di crisi come quello che l’Italia sta attraversando, il minimo che si può pretendere è una gestione efficiente della RAI, tanto piu’ che quest’ultima incassa il famigerato canone. Da decenni, qualunque parvenza di buona gestione è impedita dalla pratica della “lottizzazione”, ossia l’effettuazione delle nomine di vertice sulla base di criteri politici anziché meritocratici. Tanto che perfino noti esponenti della sinistra – in genere statalisti – hanno chiesto la privatizzazione della RAI.

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