Se al-Qaeda diventa un comodo pretesto…

Presunta bandiera di al-Qaeda.

Osama bin Laden è morto, anche se gli Stati Uniti hanno avuto la brillante idea di gettare il cadavere nell’oceano senza filmarlo. L’ultimo attentato di rilievo di al-Qaeda è quello alla metropolitana di Londra del 7 luglio 2005.

Sul terrorismo, naturalmente, non bisogna abbassare la guardia, ma da qui a quello che sta accadendo nel Congresso americano ce ne corre. In un disegno di legge teoricamente finalizzato a rifinanziare il Pentagono per il 2012 sono state inserite disposizioni che dichiarano tuttora esistente uno stato di guerra fra gli Stati Uniti e al-Qaeda, autorizzando il Governo federale a detenere a tempo indeterminato in strutture militari (specificamente individuate nel carcere militare di Guantanamo) i presunti membri e affiliati di al-Qaeda “fino al termine delle ostilità”. Una detenzione basata su una qualità personale piuttosto che sulle azioni individuali, analoga all’internamento dei cittadini delle Potenze avversarie e dei prigionieri di guerra nemici in tempo di conflitto armato.

Con una rilevante differenza, però. I conflitti armati, prima o poi, finiscono, il nemico viene sconfitto o si firma un trattato di pace. L’evanescente stato di guerra con al-Qaeda, invece, potrebbe essere unilateralmente prorogato dal Governo americano non si sa ancora per quanto tempo. E piu’ il tempo passa, piu’ tutto suona pretestuoso e artificioso…

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