Se l’Occidente diventa una zavorra

Nel pieno della crisi mondiale, anche dalla Cina arrivano dati allarmanti. L’indice di produttività scende ai minimi dal 2008, e all’improvviso si scopre che gli enti locali cinesi hanno accumulato debiti per 1.650 miliardi di dollari.

La locomotiva cinese rallenta, dunque. Sì, ma per quali ragioni ?

La prima è che il Governo cinese stesso sta cercando di raffreddare l’economia, per evitare una spirale inflazionistica. Secondo gli osservatori, però, il rallentamento è andato oltre le intenzioni di Pechino. E infatti esiste una concausa di questi dati: l’Occidente, che influenza l’economia cinese tramite le sue importazioni e i suoi investimenti.

Questa correlazione emerge chiaramente se si leggono in controluce i dati. L’economia cinese è tornata ai livelli del 2008, ossia l’anno del crac Lehman Brothers, proprio nel momento in cui è evidente che l’Occidente non ha veramente superato quella crisi.

L’indebitamento degli enti locali cinesi, d’altra parte, è dovuto a un programma di emissioni obbligazionarie di scopo, varato per finanziare grandi progetti infrastrutturali. Questi ultimi, a loro volta, servivano a rilanciare l’economia dopo – indovinate un po’ ? – la crisi economico-finanziaria occidentale.

A questo punto, è possibile che la crisi nata a Wall Street contagi Pechino ? Possibile ma improbabile. Il mondo sarà anche globalizzato, ma la situazione cinese è ben diversa da quella occidentale. Il debito accumulato dagli enti locali, per quanto mastodontico, corrisponde a meno del trenta per cento del PIL cinese. Si aggiunga che la Cina dispone di riserve valutarie per quasi tremila miliardi di dollari.

Semmai, è per l’Occidente che ci sono cattive notizie. Il Governo cinese per un po’ sarà impegnato a tamponare l’emorragia degli enti locali, e dunque non arriveranno in Europa quelle massicce iniezioni di liquidità cinesi sognate da alcuni.

Le conseguenze più gravi, però, saranno quelle a medio-lungo termine. Il Governo cinese cercherà – nei limiti di quanto la globalizzazione consente – di sganciarsi dall’Occidente, producendo sempre meno per l’esportazione e sempre più per l’enorme mercato interno nazionale. La Cina farà inoltre meno affidamento sugli investimenti stranieri, cosicché le multinazionali occidentali beneficeranno meno dalla salute dell’economia cinese.

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