Le stazioni di ricerca italiane in Antartide

La sovranità su porzioni dell’Antartide è rivendicata da vari Stati: Argentina, Australia, Cile, Francia, Gran Bretagna, Norvegia e Nuova Zelanda, in passato anche il Terzo Reich. In attesa che la comunità internazionale si pronunci definitivamente sullo status dell’Antartide, per il momento l’ONU ha ottenuto che il continente sia aperto a tutte le Nazioni che vogliono accedervi per scopi scientifici, anche costruendo basi.

L’Italia si è avvalsa di questo facoltà e possiede in Antartide due basi, la Stazione Mario Zucchelli e la Base Concordia, quest’ultima in comunione con la Francia. Costruita nel 1986 sulla baia di Terra Nova, la Stazione Zucchelli ha una superficie di settemila metri quadri e dispone di tre eliporti e tre piste d’atterraggio, a cui possono aggiungersene altre ricavate su ghiaccio marino.

La Stazione è intitolata all’ingegnere italiano di Crevalcore (Bologna) che ha letteralmente creato il programma antartico italiano, vedendosi per questo conferire la medaglia d’oro dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

La Base Concordia si trova invece all’interno, in pieno plateau antartico. Completata nel 2004, è stata costruita secondo una concezione diversa, ed è concentrata in due silo del diametro di diciotto metri e mezzo.

La presenza italiana in entrambe le basi è organizzata in spedizioni annuali di personale civile e militare: attualmente è in corso la XXVII.

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