Le frane e il sospetto

La prova certa, per il momento, non c’è, nemmeno nel pur circostanziato rapporto redatto da Legambiente. La prova, cioè, del nesso causale fra le tragedie divenute ormai quasi quotidiane e l’incuria dell’uomo, il malgoverno del territorio, l’edilizia abusiva e selvaggia.

La prova non c’è, ma il sospetto si fa sempre più pesante. Sarà che l’ha detto il Presidente della Repubblica. Sarà che l’ha ripetuto il nuovo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: non un ambientalista pasionario, anzi uno che è favorevole al nucleare. Sarà che, così a naso, queste frane sembrano troppe, troppo frequenti e troppo distruttive.

Del resto, quanto a pianificazione, amministrazione e rispetto delle regole, in Italia non ci siamo mai distinti. Al governo del territorio provvedevano una volta, empiricamente ma efficacemente, contadini e montanari. Erano loro a dissodare, disboscare, carezzare e addomesticare la natura. Ora l’economia li ha spazzati via. L’Amministrazione non riesce a sostituirli con la stessa efficienza. E arrivano le frane. Sarà un caso ?

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